Preciclo o precrollo?

Piccola premessa, vi avevo accennato il mio essere scostante? Bene, capiterà ancora e ancora..

Magari sono gli ormoni che mangiamo col latte, magari è il Bpa assunto armeggiando con i giocattoli da bambina, ma a me il preciclo provoca proprio un’alterazione della percezione, dell’umore e del giramento di scatole.

E se ne accorgono anche i miei figli (a cui non comunico attivamente il mio stato emotivo) che in quei giorni lì sono più agitati, irrequieti o sovraecitati. Non dico siano per forza più molesti, ma sono su di giri e io non ho la forza (d’animo e fisica) di rispondere “colpo su colpo” (per citare una pubblicità) ai loro innumerevoli stimoli, vengo quindi travolta (a volte proprio letteralmente, mi stanno addosso) dalla loro esuberanza.

Parliamo ora della necessità di cibo spazzatura, che a volte riesco a tenere a bada, altre volte invece mi abbandono ad esso. Queste settimana ho finito due vasetti di Nutella per dire, o meglio, uno di crema al pistacchio e uno di crema alla nocciola. Devo trovare un’alternativa prima che mi venga il diabete!

Il parchetto

Il parchetto è quel non luogo dove si incontrano i bambini per giocare. O meglio, dove vanno per giocare, non è detto che poi si incontrino e parlino tra di loro.

A volte si menano per lo stesso gioco, altre volte invece si ignorano, altre, come oggi, non c’è nessuno.

Non ho ancora capito cos’è meglio, se il fatto che ci sia gente mi faccia sentire meno sulla o più sola. Tanto io sono quella che non parla con nessuno. Mentre le altre le vedo io a gruppetti a spettegolare. Se posso evito l’orario di punta, all’uscita della scuola.

Però a volte vado così fuori orario che siamo proprio gli unici. E il tempo si dilata e la noia incombe e non è che posso stare tutto il tempo al cellulare.

Cribbio.

Veri Amici: chi ne ha alzi la mano

Ma io parlo di amici, veri amici, di quelli che vediamo in televisione! O forse non sono quelli quelli veri? Allora parlo degli amici di cui leggiamo nei libri, quelli a cui dici tutto, che ti cercano, che si fanno sentire e sono sempre disponibili quando li chiami.

Voi li avete? Quanti ne avete?

Beh io no, periodicamente mi ritrovo a fare i conti con quanti amici ho e di che tipo. E niente c’è quella ormai storica che però non può mai, ci si sente una volta a settimana e per fortuna se non mi faccio sentire mi scrive lei, ma… appunto non può mai per uscire. Da quando ha la figlia poi (circa cinque anni) ci saremo visti senza bambini un paio di volte.

veri amici
Anche al liceo non avevo un’amica fissa e fidata..

Poi ho quelli dell’università, tira e molla con loro: quando sono andata a convivere e non riuscivo a stare più dietro ai loro giri li ho visti meno, poi quando ho avuto il primo figlio non li ho visti proprio più. In qualche modo ci siamo risentiti nel tempo e ora ci vediamo ogni qualvolta che D. torna dall’Olanda. E torna poco, cioè tanto in generale, ma poco per un rapporto stretto. Oltre a quelle serate insieme io e G. ci vediamo ogni tanto, e solitamente è piacevole, ma non siamo quel genere di amiche che si dicono tutto, che si chiamano all’una di notte, anche lei spesso è impegnata. D. non ne parliamo, da quando sta in Olanda non scrive neanche più tanto nel gruppo WhatsApp.

Poi, poi.. poi ci sono le mamme, che solitamente odio perchè rancorose e superficiali, ne ho conosciute alcune simpatiche sul mio cammino, ma nessuna sembra interessata ad una vera amicizia oltre alle chiacchiere al parco. E io odio il parco. Alcune sono sparite così come erano apparse, la maggior parte.

Con le cugine mi trovo bene, sarebbero anche loro un’ottima fonte di amicizia, ma sarà che son più giovani, sarà che siamo lontane (secondo me la vicinanza è fondamentale per qualsiasi rapporto umano) ma mi ritrovo anche qui a chiamare e organizzare sempre io, e a volte mi chiedo se mi stanno facendo l’elemosina.

Come si trova un vero amico

Non lo so, forse avrei dovuto mettere il titolo sotto forma di domanda. Perchè no n lo so proprio. I miei veri amici sono stati: Rory di Una Mamma per amica, Carrie di Sex and the city, …
E alcuni altri pescati da qualche film.

veri amici
Quanto sarebbe bello avere un gruppo di amiche?

Ma sembra che nessuno voglia con me un rapporto così stretto, fare di tutto per vedersi, passare il tempo a scirversi, telefonarsi e uscire insieme. Una collega di lavoro tempo fa mi aveva fatto sperare, io ormai ci vado cauta con le amicizie. Ma lei sembrava lanciata, voleva fare uno sport insieme, andavamo sempre a pranzo fuori insieme ed era anche un po’ gelosa quando uscivo con un’amica. Ma poi finito l’entusiasmo ho inziiato a notare che in effetti ero io quella che scriveva sempre, ero io quella che ha continuato a scrivere e proporre cose a cui lei non poteva partecipare. Così ho iniziato a farlo anche io, anche perchè lei proponeva solo cose con altre persone che non conoscevo, tra l’altro, di solito anche all’ultimo. Lei poi mi dice cose tipo “non ti scrivo perchè ho paura di disturbarti” certo.

Capitolo a parte sono gli uomini… non ho mezzo amico uomo. Ma di questo signori ne parleremo un’altra volta.

Insonnia: chi dorme non piglia pesci?

Vedo gente che si addormenta leggendo, gente che dorme in piedi e chi non regge un discorso lungo. Io non dormo invece, soffro di insonnia, da sempre. Da che mi ricordo in pratica. Solo che quando ero piccola non era ancora classificata come insonnia.

Ora è ufficiale, l’unica cosa che posso fare è rassegnarmi, ma con due figli è faticoso perchè loro mi stancano molto, poi c’è la casa, il lavoro, tutto. E io che non dormo. E lui che invece crolla e poi russa, e io non dormo e sento i rumori. Che fatica non dormire. Passare il tempo a pensare e ripensare a quello che farò l’indomani, o magari a pensare a quello che vorrei fare e non farò mai.

Rimedi per l’insonnia

Ho anche provato ad alzarmi e fare qualcosa: scrivevo, pulivo casa, facevo modellismo. Niente più sveglia di prima. Ho provato a leggere, ma posso andare avanti a leggere ad oltranza, finchè son gli occhi a cedere e perdo un po’ l’attenzione. Ho provato con gli audiolibri, ma la mente dopo un po’ vaga e niente mi perdo le parole ma l’insonnia rimane.

Ho provato con le essenze, con la tintura madre (per un periodo questa ha funzionato, ora sembra acqua fresca), ho provato con la musica, i rumori della natura (due palle che non vi dico). Ho provato con lo yoga per rilassarsi, la meditazione (anche questa ha funzionato, ma per poco, poi era più una sensazione fastidiosa quella di riprendere in mano l’audio, sempre lo stesso… ho dovuto cambiare genere).

Ho provato a fare la maglia, a guardare film e addormentarmi davanti allo schermo illuminato (attenzione gente non fate questo a casa! – dicono che faccia male, per cui sto cercando di evitare e comunque anche lui non sempre funziona). Ho provato a creare la routine della sera, a non usare cellulare e tv, ho provato anche a correre e fare sport (non vi dico la corsa un dramma, invece di scaricarmi mi caricava a palla tipo fascio di nervi e le quattro del mattino era il minimo che potevo sperare come orario di addormentametno). 

Ho provato la respirazione, ho provato mille cose poi mi sono arresa all’insonnia e ho deciso di prendere le pastiglie per dormire. Ne prendo metà, e ha funzionato per un periodo. Poi mi sono resa conto che ne stavo prendo troppe perchè in pratica i tempi in cui avevo difficoltà ad addormentarmi stavano diventando più lunghi. Per cui ho deciso di fare delle pause ogni tanto, e allora ci provavo a dormire senza, poi alle due di notte esausta e magari con qualche impegno importante il giorno dopo cedevo (anche se ormai era tropp otardi per la pastiglia) e la prendevo lo stesso. 

Accettazione

Ora sto cercando di evitare, ma inizio ad essere stanca. A nulla valgono routine, pastigliette di valeriana, tisane, camomille, essenze.. sulla carta molto belle, romantiche da utilizzare, ma in sostanza non mi fanno un tubo.

Ah sì, pure la melatonina, che stende anche i cavalli, a me non fa una mazza.

Ora dovrei passare alla fase di accettazione.. convivere con questa cosa, lasciare fluire, trovare il mio temp.. no non ce la faccio, forse ce la farò quando sarò vecchietta e sola e potrò dormire quando ho sonno e fare altro quando non riesco a dormire. Magari divento licantropo da grande.

Parole parole parole

Capita soprattutto nei paesini, dove conosci tutti e le strade sembrano avere lo spazio giusto per queste situazioni. Vuote e silenziose a sottolineare la situazione imbarazzante. Ma a volte funziona anche in un posto affollato, dove stanno tutti parlando a gruppetti. E poi ci sei tu. Che incontri chi non vorresti e soprattutto dopo le prime due parole capisci che anche l’altra persona non aveva questa grande voglia di vederti. Ecco in questi casi perché non ci si evita e basta? O magari ci si fa un cenno tipo “sì ti conosco” e basta? Invece ci si saluta, si fanno due parole e poi ecco che sembra di averne fatte troppe. Subito mi pento di aver parlato e non aver finto fin dall’inizio di non vedere. O anzi aver salutato ed esser andata via a testa alta, invece ho fatto una domanda, ho avuto una risposta scialba e ho visto il suo sguardo abbassarsi e la sua mente cercare un modo per fuggire da quella situazione. E non so perché inizio a sentirmi in torto, perché è stata mia l’ultima parola forse. Quella che ha creato il gelo. E a quel punto la mia testa si abbassa, e vado via, ma avrei dovuto farlo prima.

Persa

M è un bambino dolcissimo, vivace, allegro e molto intelligente. A M piace la scuola, ma quando è lì non riesce a comportarsi bene.

Lo fa con noi, quando usciamo, durante le feste dei bambini, ma a scuola proprio non riesce.

Quando comincia la scuola non so che pesci pigliare, sono quattro anni ormai e tre scuole. In verità il quadro generale sembra migliorato, ma quest’anno siamo alle elementari e ci sono maestre nuove.

E tutto ricomincia. E ogni volta è un colpo. E ogni volta penso di non farcela. Ma ogni volta invece è diverso, e io tutto sommato sono più forte, ho più informazioni.

Almeno credo.

Niente dieta oggi

Oggi va così, mi manca qualcosa ed il riempimento perfetto è qualcosa di dolce. In verità ho mangiato con gusto anche un pezzo di focaccia e del pane e burro. Non lo so perché oggi va così, forse perché sto sempre un filo in ansia per M, sperando che a scuola riesca a contendersi. Forse perché ho tante cose per la testa, come il ristorante e l’abito per il matrimonio. Forse perché sta sera è così. Veramente lo è da ieri almeno. Ma è così. E dopo un biscotto e delle mandorle, addento un pezzo di croccante al sesamo, anzi due.

Buona notte.

I figli degli altri

Era raro sopportassi i figli altrui, ora ancora meno. Soprattutto quando sono falsi, maneschi e agitati. Fatico a guardarli negli occhi. E soprattutto me ne frego di redarguirli se stanno facendo qualcosa di sbagliato, tipo si arrampicano dove non dovrebbero. Sì lo so, sbaglio. Proprio perché sono bimbi sperduti dovrei farlo, ma non ho la forza e poi comunque dovrebbe farlo sua madre, ma non sta guardando, di nuovo, e così non lo fa nessuno.

Essere o non essere

Ho due figli, uno dei quali ha un modo di rapportarsi un po’ fuori media, poi ci arriva, ma è sempre un po’ indietro.. per questo quando va a scuola è sempre un calvario, dalle maestre che dicono che è autistico a quelle che sembra sperino abbia l’adhd.

Ma poi capiscono che non ha niente e ci rimangono un po’ male forse.

A breve scoprirò cosa pensano quelle della primaria. Mi preparo ad avere nuove fantasiose diagnosi.

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